E' morto Nelson Mandela
E’ morto Nelson Mandela. Padre del Sudafrica libero, primo presidente di colore nella storia del paese, premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni, da tempo malato, si è spento ieri notte a causa di un’infezione polmonare. A darne notizia è stato l’attuale presidente del paese, Jacob Zuma. Stefanini La lunga e felice vita di Madiba - Guarda Il Sudafrica piange Mandela
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14 AUG 20

E’ morto Nelson Mandela. Padre del Sudafrica libero, primo presidente di colore nella storia del paese, premio Nobel per la pace nel 1993. Aveva 95 anni, da tempo malato, si è spento ieri notte a causa di un’infezione polmonare. A darne notizia è stato l’attuale presidente del paese, Jacob Zuma.
Mandela da anni stava combattendo contro gli strascichi di una tubercolosi, eredità dei 27 anni trascorsi nella prigione di Robben Island, che lo avevano costretto a ben quattro ricoveri in ospedale negli ultimi mesi. “Critiche, ma stabili” erano state definite le sue condizioni dai medici al termine del suo ultimo ricovero.
Attivo politicamente fin dai primi anni Quaranta, studia e si forma in un Sudafrica oppresso dal regime dell’ apartheid. Seguono vent’anni di lotte e arresti, sfociati nella repressione da parte dell’esercito sudafricano di una manifestazione di protesta che conterà alla fine 69 morti. Il suo partito, l’Anc (African national congress) è dichiarato bandito e lui subisce un secondo arresto con l’accusa di tradimento. Condannato all’ergastolo, sconterà i successivi 27 anni nella prigione di Robben Island. Scarcerato nel 1990 dall’allora presidente De Klerk, Mandela inizia la sua seconda avventura politica, da presidente dell’Anc, conclusasi con la vittoria alle elezioni presidenziali. Riconciliazione e fine dell’apartheid saranno i temi su cui insisterà per tutta la sua vita.
Scaduto il suo mandato, si ritira dalla vita politica. Trascorre gli ultimi anni della sua vita nella sua casa di Johannesburg, alternando alle visite dei nipoti e parenti, quelle dei capi di stato di tutto il mondo da cui oggi proviene unanime cordoglio.
Mandela da anni stava combattendo contro gli strascichi di una tubercolosi, eredità dei 27 anni trascorsi nella prigione di Robben Island, che lo avevano costretto a ben quattro ricoveri in ospedale negli ultimi mesi. “Critiche, ma stabili” erano state definite le sue condizioni dai medici al termine del suo ultimo ricovero.
Attivo politicamente fin dai primi anni Quaranta, studia e si forma in un Sudafrica oppresso dal regime dell’ apartheid. Seguono vent’anni di lotte e arresti, sfociati nella repressione da parte dell’esercito sudafricano di una manifestazione di protesta che conterà alla fine 69 morti. Il suo partito, l’Anc (African national congress) è dichiarato bandito e lui subisce un secondo arresto con l’accusa di tradimento. Condannato all’ergastolo, sconterà i successivi 27 anni nella prigione di Robben Island. Scarcerato nel 1990 dall’allora presidente De Klerk, Mandela inizia la sua seconda avventura politica, da presidente dell’Anc, conclusasi con la vittoria alle elezioni presidenziali. Riconciliazione e fine dell’apartheid saranno i temi su cui insisterà per tutta la sua vita.
Scaduto il suo mandato, si ritira dalla vita politica. Trascorre gli ultimi anni della sua vita nella sua casa di Johannesburg, alternando alle visite dei nipoti e parenti, quelle dei capi di stato di tutto il mondo da cui oggi proviene unanime cordoglio.